Duerocche 2018, Io e la Corsa.

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Sintesi   

Informazioni
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

Duerocche ultratrail 48km>>   

Profilo

50 100 150 200 5 10 15 Distanza (km) Altitudine (m)
No data elevation
Nome: Non disponibile
Distanza: Non disponibile
Altitudine minima: Non disponibile
Altitudine massima: Non disponibile
Salita D+: Non disponibile
Discesa D-: Non disponibile
Durata: Non disponibile

Descrizione

Duerocche ultratrail 48km

Partecipazione di Lara Bailo alle Duerocche ultratrail 48km

Di nuovo sulla linea di partenza alla Duerocche.

Arriva sempre il giorno dopo.

I miei pensieri sono a mille, le emozioni mi fanno battere il cuore, le lacrime scendono.

Difficile non fermarsi di fronte a sé stessi mentre ascolti la voce che ti parla da dentro. Un’altra avventura, ancora sentieri, stavolta di casa, attraverso quelle colline che vedo ogni giorno.

Dopo tre anni, decido di essere nuovamente sulla linea di partenza. Stavolta però il percorso è diverso rispetto al 2015, perché modificato in alcuni punti. Ma è soprattutto nella parte finale che la differenza è sostanziale.

Inutile pensarci, si parte, uno alla volta i chilometri si superano, perché non saranno mai tutti uguali se osservati con un “metro di misura” diverso.

Ed è questo che io desidero fare.

Il movimento della corsa inizia, un primo tratto di asfalto ci conduce all’imbocco di quel che sarà la Duerocche Trail 2018. Quarantotto kilometri, 2300 mt D+.

Chiudo gli occhi e mi lascio portare dal ritmo dei passi.

Il percorso si fa da subito impegnativo, una bella e tosta salita scalda i nostri muscoli.

Siamo ancora tutti assieme, la sensazione è quella di volerci coccolare perché davanti a noi la strada è assai lunga e tanto può accadere. Mi piace sentire la voce di qualcuno che, ancora a piene forze, ironizza ciò che stiamo affrontando! Si ride… ognuno dice la sua.

Il sole è già caldo, il bosco profuma di fresco, la natura attorno ci regala il suo fiorire. Pian piano inizio a prendere il mio ritmo, è un continuo saliscendi, che conosco, ma che voglio vivere come fosse la prima volta.

Passo veloce, passo lento, cammino… mi sento trasportare dalla voglia di me.

Nel pezzo che da Cornuda porta ad Asolo ci sono tratti di sentiero che se chiudo gli occhi mi ricordano le anse dei grandi fiumi.

Lascio spazio al ritmo di portarmi dove vuole.

Mi tolgo le scarpe, e cammino scalza.

La mia mente è libera ma concentrata, il mio corpo agile ma attento.

Alcune note musicali nella testa mi accompagnano, a voce alta canto e sorrido a me stessa.
Due ore o poco più, e arrivo al 20esimo kilometro.

Al ristoro divoro tutto ciò abbia gusto di fresco. Mi tolgo le scarpe, i piedi sono bollenti.

Qualche passo scalza, poi via, si riparte.

Ancora un pò di asfalto ci conduce verso il centro di Asolo, per poi salire la scalinata, che ci porterà di fronte all’ingresso della Rocca. Timbro sul pettorale, un giro di boa e giù, verso quello che sarà il versante nord delle colline.

Mantengo il passo, incontro chi sta facendo la passeggiata storica, qualche saluto qua e là. Sto bene, non mi sento stanca, qui c’è un po’ più di ombra anche se il calore si fa comunque sentire. Bevo quantità di liquidi incredibili!

Il senso di appartenenza dello spirito trail.

Arrivo alla chiesetta di San Giorgio, alcuni amici di corsa stanno nel percorso per seguirci, bello vederli, bello sentirli!

Il senso di appartenenza, lo spirito sportivo del trail!

A passo lesto mi butto verso quel che sarà il pezzo più insidioso. Un’amica mi viene incontro, mi carica un po’ e riparto.

Corro, corro… corro beatamente senza pensieri. Il tratto alle “miniere” è uno spettacolo. L’acqua che scorre, il sentiero e alcuni scalini rinnovati con gran stile, non possono non essere guardati e gustati.
Desidero stare anche un po’ sola, ma è così difficile in questa gara, tanta la gente che trovi lungo il percorso.

Quattro ore e mezza che sono lì per sentieri, è quasi mezzogiorno, inizio a sentire la fatica, i miei passi sono più lenti ma il piacere non cambia.

I miei figli sono e rimangono il mio traguardo più importante.

Mio figlio maggiore mi viene incontro, vederlo lì ad aspettarmi dona gioia, lo attendevo con ansia.

Non mi fermo, mi dice “mamma, vai” e con queste parole affronto gli ultimi dieci chilometri. Arrivo alla Rocca di Cornuda, riempio la borraccia al ristoro. Viaaaa, non posso fermarmi, ero davvero cotta! Correre l’ultimo tratto sotto il sole a picco sulla testa, in mezzo all’erba, dove anche il respiro è pesante, è indescrivibile, che fatica!!!

I piedi implorano pietà, le gambe attive e presenti fortunatamente mi reggono.

Manca un chilometro!!! Lara ci sei.

Incontro nuovamente la mia amica che mi accompagna all’imbocco degli ultimi quattrocento metri, mi sale il nodo alla gola, dentro di me solo un pensiero.

Amore e Passione. Io e la Corsa.

La fatica sembra andarsene, il dolore diventa sordo, il passo aumenta. Laggiù il traguardo.

Sento il mio nome da chi c’era, da chi mi aspettava, le mie mani coprono il viso forse per nascondere la gioia.

Un nuovo viaggio è giunto a termine, oltrepasso la linea del traguardo e abbraccio chiunque.

Questa sono io, vera, libera di amare ciò che mi riempie.

Una corsa di casa, una corsa vissuta con tanti amici, una corsa anche sofferta ma che alla fine regala sempre emozioni forti.

Felice, ancora felice di me.

Siate sereni sui vostri passi, vi condurranno ovunque!

Io e le mie scarpette

Autrice:

Lara Bailo