Altare, Montebello, Piai, Baldo

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Sintesi   

Informazioni
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

Montebello, Altare, Piai, Baldo>>   

Profilo

50 100 150 200 5 10 15 Distanza (km) Altitudine (m)
No data elevation
Nome: Non disponibile
Distanza: Non disponibile
Altitudine minima: Non disponibile
Altitudine massima: Non disponibile
Salita D+: Non disponibile
Discesa D-: Non disponibile
Durata: Non disponibile

Descrizione

Creste di Vittorio Veneto

Giornata piovosa, sentieri complicati dal fango e dai rivoli d’acqua. Discese molto impegnative. Dal Fenderl a Monte Altare per il pass del gat. Discesa per il troi “de la mudanda” e deviazione per la costa del Montebello sopra l’A27. Creste della Bigontina dalla bocoea e discesa sul Perdonande. Salita al Piai dal versante di Tarzo e corsa sulla cresta fino a scendere a borgo Castello sul San Lorenzo. Salita al Baldo e classico rientro per Serravalle.

Bivio pass del gat   

Latitudine: 45° 59′ 14″
Longitudine: 12° 17′ 36″

Descrizione


Direttissima per il monte Altare bivio pass del gat

Croce Monte Altare    

Latitudine: 45° 59′ 09″
Longitudine: 12° 17′ 21″

Descrizione


Croce sul Monte Altare Croce sul Monte Altare

Bivio per Montebello   

Latitudine: 45° 58′ 37″
Longitudine: 12° 16′ 51″

Descrizione


La tabella per il Montebello all’inizio del sentiero per le Perdonanze Tabella per il Montebello

Bivio per la bocoea   

Latitudine: 45° 58′ 26″
Longitudine: 12° 16′ 36″

Descrizione


Tabella per il bivio dea bocoea dea Bigontina, per salire in cresta Tabella del bivio dea bocoea

Sul Monte Baldo   

Latitudine: 45° 59′ 28″
Longitudine: 12° 16′ 01″

Descrizione


vista sulla Val Lapisina dal Monte Baldo Val Lapisina dal Monte Baldo

Su per il pass del gat sotto la pioggia

Giornata di pioggia, con tanto fango su sentieri molto scivolosi. Infatti, le discese non sono state mai banali. In difficoltà soprattutto dopo le creste della Bigontina e del monte Baldo.

Partenza da Sant’Andrea con passaggio per il Fenderl. Salita alla casa degli Alpini per la carrabile in cemento per deviare totalmente a sinistra, verso Ceneda. Fino ad incrociare il troi della direttissima che, partito un po’ più giù, segue il filo della gobba scistosa, passando per il pass del gat.

All’inizio si sale decisi per il bosco, poi si devia a destra per un prato: ho usato gli arbusti come appigli per non scivolare. Iniziano i gradoni sulla marna, in breve si prosegue per una cresta affilata e aerea per qualche decina di metri. La vista è fantastica: si spazia da Serravalle alla pianura girando appena la testa.

In breve, si intercetta il sentiero classico che sale da destra e, presi gli ultimi canalini, si arriva rapidamente alla croce. In questi tratti è preferibile usare le mani piuttosto che i bastoncini per darsi spinta.

Dopo la croce, si prosegue seguendo una facile traccia sempre segnalata da bollini e, tenendosi sulla sinistra al bivio, si sale gradualmente alla cima. Ci sono un paio di tratti con delle assicurazioni metalliche che servono più per dare un senso di sicurezza che per un’utilità vera e propria.

Troi de la mudanda, Montebello e Bigontina

La discesa è a destra: il primo tratto richiede un po’ di attenzione, essendo ripido. Per congiungersi a Ceneda è necessario tenersi sulla sinistra per proseguire per il “troi de la mudanda” (cit. Mauro Nacci) fino ai prati dominanti il santa Rita. Il significato del nome del troi è gelosamente custodito dalla comunità trail e può essere spiegato agli iniziati solo dopo due birre da mezzo. Ieri il troi era un toboga di limo e rivoli d’acqua, con i rovi a impedire ogni passaggio laterale.

Al prato si segue la traccia a sinistra, scendendo prima per un vallone sopra un torrente per poi deviare a sinistra lungo una serpentina che si presta molto alla corsa. In breve, ci si congiunge al Santa Rita e quindi, prendendo la carrabile, si arriva all’attacco delle Perdonanze.

Arrivati, si procede per il sentiero ben segnato che porta alle Perdonanze passando sotto l’A27 per poche centinaia di metri, fino alla tabella con indicato “Montebello x escursionisti esperti”. Il tratto nel bosco, segnalato da strisce rosse, prosegue in costa fino ad un traverso attrezzato con fune metallica. Immediatamente si è sulle rope sopra l’autostrada: volendo, dritti per dritti si arriva alle creste della Bigontina. Il sentiero segnato, invece, si tiene a sud e aggira il Montebello per poi proseguire a ovest verso il Perdonanze. Ad un bivio (poco segnalato) si sale oppure si prosegue nel bosco sempre in leggera salita. Ad un altro bivio, segnalato con tabella, ho preso per la “bocoea dea Bigontina” per salire in alto facendo l’ultimo tratto in cresta. La discesa consigliata è quella a sinistra: ho preferito prendere quella a destra per non perdere quota, con il risultato di trovarmi su un toboga molto ripido e scivoloso, rimediando una bella caduta con strappo ai pant e relativa escoriazione…

Su per il Piai dal versante di Tarzo

La salita per la strada delle Perdonanze e la corsa fino alle case sul versante di Tarzo permettono di arrivare all’attacco del Piai molto rapidamente: la salita sul bosco, corta, è ripida sin dall’inizio ma in breve si è sul profilo del monte lungo un sentiero di roccette e radici. La cresta del Piai è davvero suggestiva e appagante, si riesce a correrla quasi tutta anche in salita, e dispiace quando termina sul bivio che arriva dal Perdonanze. Si scende poi per un prato facendo attenzione a tenersi sulla sinistra, lungo una traccia fangosa che scende ripidamente ed è molto insidiosa, fino alla fine. Passando dei reticolati di filo spinato per dei passaggi obbligati molto stretti.

Poi carrabile, cemento e asfalto fino a scavalcare il borgo Castello sul San Lorenzo, per risalire sul versante del Piai, all’inizio sempre su strada e poi su sentiero, dopo essere passati per il cancello (da richiudere!).

La croce del Baldo e i toboga di fango

La salita nel bosco è breve: in pochi minuti si scollina, due dossi e in un attimo la croce in legno è in vista. Il panorama si apre su tutta la Val Lapisina, la vallata e la pianura. Un punto di osservazione incredibile che permette di ammirare il fascino del territorio cui apparteniamo. Una discesa da fare con molta attenzione, soprattutto con la pioggia, poi una lunga corsa fino a Serravalle su un sentiero tanto facile da seguire quanto insidioso con il bagnato. C’è un unico passaggio, un traverso di pochi metri, che richiede occhio poi è tutto terreno ideale per discesisti. Di volata sulla terrazza degli artiglieri e in un attimo ti ritrovi in piazza Flaminio a Serravalle. Ultimo tratto di pista ciclabile e ritorno a Sant’Andrea.

Sotto la pioggia, lavato ma soddisfatto.