Diversamente Runner

Essere Ultra significa andare Oltre.

Porsi di lato per guardare in maniera differente, senza quel essere prevenuto che spesso confina nel pregiudizio.

Magari per te, da diligente runner, sentirsi Ultra vuol dire aver superato i 42km della maratona. Ma potrebbe voler dire, soprattutto, aver superato quella soglia di sofferenza che ti eri imposto, a prescindere dalla misura in termini di km o di tempo impiegato.

Perché, se guardi bene, essere Ultra vuol dire semplicemente aver superato quel confine, fisico e mentale, che ti vedeva limitato ad altre misure, oltre quelle misure.

Essere uno spingitore è essere un Ultra tout court: l’espressione del superamento dei limiti che anche la fisiologia sembra imporre. Sembra, perché l’avere un compagno di viaggio permette di oltrepassare ogni barriera fisica e psicologica.

Sono un diversamente runner. Non perché diverso, intendimi, ma perché corro in maniera diversa, differente.

Corro con un partner, e ne divento un tutt’uno. Inscindibile: ne avrò cura fino alla fine. Correrà insieme a me, lui che le gambe non le può usare o coordinare come lo faccio io.