21K dell’Alpago 2018 – trail nella verde conca

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Sintesi   

Informazioni
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

21K dell’Alpago 2018    

Profilo

50 100 150 200 5 10 15 Distanza (km) Altitudine (m)
No data elevation
Nome: Non disponibile
Distanza: Non disponibile
Altitudine minima: Non disponibile
Altitudine massima: Non disponibile
Salita D+: Non disponibile
Discesa D-: Non disponibile
Durata: Non disponibile

Descrizione

21K dell’Alpago 2018

21K dell’Alpago 2018

Alpago Trail 2018: trail, non asfalto!

Compagno di viaggio anche in questa occasione, oggi in Alpago, l’amico e compagno negli Aiino Runners William Lombardo che, obiettivamente, ne aveva più di me. A mia discolpa il fatto di aver trascorso il sabato precedente al mare con le mie due figlie, che mi reclamavano dentro e fuori dall’acqua ininterrottamente dalle 10:00 alle 19:00. E poi si sa, il mare stanca. Ma in fondo va benissimo così, non sono un atleta professionista e corro per passione.

Veniamo alla gara. Alla partenza, posticipata alle 8:30, sono presenti poco più di un centinaio di atleti. Centonove per l’esattezza. Le note di The Final Countdown degli Europe scandiscono i secondi prima dello start. Via, partiti. I primi tre chilometri si snodano sul piano da Farra a Bastia. Il ritmo iniziale è buono, forse troppo, meglio tenersi per le salite che inizieranno di lì a poco, in località La Viola. Due i chilometri di salita fino in località Sitran e poi giù tra fango e detriti fino a Valde.

Le gambe reggono bene in discesa e le scarpe pure, nonostante il fango che a tratti avvolge le caviglie. Da lì è tutto un saliscendi fino all’undicesimo chilometro attraverso il Sentiero dei Morti che da solo è valso il prezzo del biglietto. Inizia, quindi, la scalata a Valdenogher e mi accorgo di essere un po’ in riserva: per questo salgo con parsimonia e qualche imprecazione. Vista la scarsa partecipazione, se non fosse per la presenza di William, parrebbe a tratti una corsa in solitaria.

21K Alpago trail 2018 – un po’ di fango

Su e giù, passando per i ponti romani

Si dice che dopo ogni salita ti aspetta sempre una discesa … e che discesa! Giù fino al Ponte Romano, uno spettacolo di architettura risalente al quattordicesimo secolo e rimesso a nuovo nel 2014, immerso tra le montagne e il torrente Runal che scorre nella stretta gola sottostante.
Si soffre e ci si diverte ancora un po’ tra saliscendi vari. Poi dal diciassettesimo chilometro è pura discesa (con qualche piccolo strappo) fino all’arrivo a Farra, dove ci attende una birra ghiacciata.

E anche l’Alpago Trail di 21 chilometri è portato a casa.

Devo dire che il caldo è stato sopportabile e i vari passaggi tra sentieri e boschi hanno contribuito a mantenere una temperatura corporea perfetta.

Gara che consiglio a tutti. Bella organizzazione, ottimi i ristori e un pacco gara che per una volta non contiene la solita (brutta) maglia tecnica, di cui è strapieno l’armadio, ma un comodo paio di calzini Salomon e un asciugamano brandizzato Alpago Trail.

Corro per passione!

Autore:

Emanuele Ferrabò