Trail del Contrabbandiere 2018: pronto all’ultra anche in gara

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Sintesi   

Informazioni
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

Trail del Contrabbandiere 2018   

Profilo

50 100 150 200 5 10 15 Distanza (km) Altitudine (m)
No data elevation
Nome: Non disponibile
Distanza: Non disponibile
Altitudine minima: Non disponibile
Altitudine massima: Non disponibile
Salita D+: Non disponibile
Discesa D-: Non disponibile
Durata: Non disponibile

Descrizione

Trail del Contrabbandiere 2018

Trail del Contrabbandiere 2018: Davide Follin al suo primo trail da 40km!

Antico Trail del Contrabbandiere: i miei primi 40km in gara.

La corriera che ci porta alla partenza sale da Bassano del Grappa lungo il canal del Brenta. Dai finestrini si vedono le montagne che di lì a qualche ora attraverseremo con l’Antico Trail del Contrabbandiere.

Tanto bosco, qualche casa isolata e con il mio vicino di posto parliamo di dove potrebbe passare il percorso, sperando che non ci sia troppo caldo, considerato che la partenza è fissata per le due del pomeriggio.

Il viaggio è breve, dopotutto sono solo una ventina di km, ed eccoci qui poco prima di mezzogiorno tutti a piedi verso la partenza. Dobbiamo aspettare più di due ore prima di partire, la voglia di bere una bella birra ci sarebbe, ma è meglio evitare. Con me ci sono Ester, Tania e Vanni, con i quali cerchiamo di far passare il tempo.

Non c’è molto da fare e così approfitto per un po’ di relax disteso all’ombra. Ogni tanto passano per la strada gruppi di ciclisti e penso che in poco più di mezz’ora sarei a Bassano, ma oggi non è così: da un po’ di mesi mi sono avvicinato al mondo del trail ed oggi sarà la mia prima esperienza in una corsa di 40 km.

Non sono particolarmente agitato, mi sento bene, ho aumentato in modo graduale i kilometri, un paio di settimane prima ho fatto questa distanza come scopa, rimane l’incognita del caldo che possiamo trovare correndo di pomeriggio.

partenza dell'Antico Trail del Contrabbandiere

Percorrendo l’alta via del tabacco, immaginando com’era.

La zona di partenza si anima, lo speaker invita a procedere con la punzonatura e finalmente manca poco alla partenza. È sempre bello il momento che precede il via: un veloce controllo che sia tutto a posto, un ripasso mentale dei buoni propositi, la tensione che sale, tre…due…uno…partiti!

La prima parte è su asfalto, meglio non farsi prendere troppo la mano, ce n’è ancora di strada da fare.

Finalmente arriviamo al sentiero e si inizia a salire: il caldo si fa sentire, cerco di bere fin dall’inizio come mi hanno consigliato, non vorrei proprio avere a che fare con i crampi. Stiamo percorrendo l’alta via del tabacco e presto iniziamo a trovare le case, i muri a secco, i terrazzamenti, testimonianze della coltivazione del tabacco che si svolgeva in queste zone.

Passando per questi posti provo ad immaginare la vita che ci poteva essere lassù, con i bei sentieri come uniche vie di comunicazione tra i vari abitanti. In basso si vede il Brenta e i paesi sorti sulle sue rive. La prima discesa invita a correre ed è davvero un piacere, le gambe girano bene, supero alcuni compagni di avventura, ma la testa mi dice di andarci piano e, sarà una costante, di bere.

Sulla successiva salita si forma un gruppetto, il ritmo mi va bene e penso che non è molto diverso dall’andare in montagna, solo un po’ più veloce. Al primo ristoro c’è un bel affollamento, evidentemente il caldo suggerisce di fare una sosta, prima di una nuova salita.

Si alternano tratti su sentiero ripido, belle mulattiere in leggera salita, discese su terreno morbido, tutti ben sistemati dai volontari, in alcuni punti anche con decespugliatore, ai quali va il grazie per aver reso il tracciato piacevole da percorrere.

Calà del Sasso

Salendo i 4444 gradini della Calà del Sasso.

Sono ora in vista di Valstagna, ci troviamo al livello del Brenta, dove c’è il secondo ristoro. Qui mi fermo un po’ di più per mangiare qualcosa e riempire le borracce. Anche qui si riparte subito in salita, fatico a riprendere il passo giusto, ma provo a non pensarci più di tanto.

Qualche kilometro dopo inizia una strada sterrata in leggera salita e succede quello che temevo: la testa inizia a pensare che sono a poco più di un quarto di percorso con ancora tanta strada davanti. Gran calma, sono qui per fare tutto il percorso, il ritiro non è un’opzione, così prendo dallo zaino una barretta e poco dopo va già meglio.

Ora la strada è tutta a gradini con uno scivolo di lato: è proprio lei la famosa Calà del Sasso con i suoi 4444 gradini. Salire non è proprio una passeggiata, ma penso a chi doveva percorrere questo tragitto per necessità e mi immagino la scena dei tronchi fatti scivolare a valle.

Non la percorriamo tutta, ma ad un certo punto svoltiamo a sinistra sempre in salita. Qui inizio a sentire le prime gocce di pioggia e così mi vengono in mente le parole di Luciano: “spera che faccia un po’ di pioggia, altrimenti è da morire con tutto quel caldo”.

Tutto sommato non è poi così fastidiosa, basta fare un po’ di attenzione in discesa nei tratti lastricati di pietre che ora sono abbastanza scivolosi. Penso a quanto siano importanti le corse fatte il giovedì sera con la frontale a illuminare i sentieri dietro Vittorio Veneto e ringrazio i compagni di scorribande per tutte le cose che mi hanno insegnato in questi miei primi mesi da trail runner.

Il ristoro è intorno al km 21, nel cortile di una bella casera che inviterebbe ad entrare, ma è meglio non fermarsi troppo perché si vede già un pezzo della salita che ci aspetta.

Laggiù Bassano, una decina di km e sarò in centro.

Mi sento bene, la temperatura in mezzo al bosco è accettabile e il sentiero sale a zigzag in modo regolare. Ogni tanto il bosco si apre permettendo così di vedere qualche scorcio di panorama dall’altra parte della valle verso il Grappa. Quando inizia la discesa penso che la salita dovrebbe essere finita, in realtà non è così e mi ritrovo in breve a salire.

Davanti a me vedo altri concorrenti che avevo trovato in precedenza, li raggiungo e facciamo un pezzo di strada insieme. Scambio una battuta veloce con i volontari lungo il percorso e un grazie doveroso perché sono lì per noi per diverse ore, anche fermi sotto la pioggia, che nel frattempo ha smesso di scendere.

Il bosco si dirada, ci sono due grandi massi ed arriviamo in cima all’ultima vera salita. La discesa è molto bella e invita a correre, sento le gambe un po’ stanche ma niente di preoccupante, mi diverto e sono proprio felice di essere lì.

Ad un certo punto il panorama si apre e posso vedere giù Bassano: ancora una decina di km scarsi e sarò lì in centro. Sono così rilassato che al successivo ristoro mi faccio fuori un bel bicchiere di birra al quale ne segue un altro visto che il primo è praticamente evaporato. Saluti e grazie anche a questi volontari, prima di proseguire.

La discesa mi ricorda uno dei tanti sentieri che si trovano sulle colline di Vittorio Veneto, con un bel fondo che aiuta a correre, così mi sembra quasi di giocare in casa. Dopo un breve tratto ideale per sporcare le scarpe, (altrimenti che gusto c’è?) arrivo in riva al Brenta: mancano 4,5 km all’arrivo e idealmente mi faccio portare giù dalla corrente pensando a quando sarò in centro a Bassano.

Antico Trail del Contrabbandiere

“Dai che si vede il traguardo” e riprendo a correre!

Non mi preoccupo di controllare quanto manca, ma sono felice di vedere laggiù in lontananza il ponte degli alpini. Purtroppo non è possibile transitare causa lavori, ma trovo uno degli organizzatori che mi dà il cinque: dai, manca poco e così avanti con questa deviazione.

Attraverso il Brenta qualche centinaio di metri più in giù e sono convinto che il percorso fino all’arrivo sia tutto dritto. Invece no, dopo una discesa c’è l’ultima salita – definita con un cartello bastarda o una cosa del genere – decisamente inaspettata tanto che inizio a camminare.
Un volontario in bici mi dice “dai che si vede il traguardo”; “va bene dai, facciamo anche questa” e così riprendo a correre.

Mi sento leggero, sono felice ed è una bella sensazione, volevo arrivare proprio così: taglio il traguardo.

Chiudo i miei primi 40 km, obiettivo raggiunto!

Autore:

Davide Follin