110km in Istria, non solo ultratrail

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Sintesi   

Informazioni
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

Ultratrail Istria 2018>>   

Profilo

50 100 150 200 5 10 15 Distanza (km) Altitudine (m)
No data elevation
Nome: Non disponibile
Distanza: Non disponibile
Altitudine minima: Non disponibile
Altitudine massima: Non disponibile
Salita D+: Non disponibile
Discesa D-: Non disponibile
Durata: Non disponibile

Descrizione

110 km in Istria – 2018

Partecipazione nel 2018 all’ultratrail dell’Istria: 110 km di viaggio

110km in Istria: non solo un ultratrail

Corriamo per passione e ogni corsa è un viaggio. Un viaggio innanzitutto in noi stessi.

Ogni tanto, tra un’esplorazione e l’altra, ci vien voglia di metterci addosso un pettorale e correre un ultra in qualche luogo interessante. Così è stato per la 100 miglia dell’Istria.

Quest’anno mi sono cimentato nella 110km. Non so cosa ci spinge a fare questi assurdi tour de force, dove il fisico e la mente sono portati oltre il ragionevole. So anche che non fa tanto bene, ma…. ad un certo punto ti piglia il neurone matto e ci vai.

Molte cose potrei scrivere su questa avventura. Sì, perché per noi un trail è sempre un’esplorazione in noi stessi attraverso la natura. Non per forza una competizione.
È un viaggio con le persone che incontri sul percorso, con le visioni, i pensieri e le immagini dei luoghi che, in quei momenti di fatica, penetrano nel profondo della tua memoria come scolpiti su marmo.

La notte, poi il sole che scalda

Si comincia dalla dura salita in notturna al monte Ucka, appagata da una straordinaria stellata e la vista sul golfo di Rijeka. La notte di corsa tra i boschi, immersi nei profumi di resina e qualche refolo d’aria salmastra del mare. La luna, che l’ho vista sorgere rossa rossa, poi levarsi maestosa in celo ed infine svanire nel bagliore dell’alba.

Il freddo, la neve, gli scivoloni sul fango, le grattate alle gambe sugli ispidi arbusti Istriani. Il male ai piedi, le forze che dopo un po’ vengono meno, il canto degli uccelli alle prime luci e poi…

All’improvviso una fantasmagorica lama di luce invade la cima del colle che mi sovrasta. Ed ecco il grande Sole! Ancora molta strada da percorrere, ma l’entusiasmo è a mille.

A metà giornata il caldo si fa sentire, allora spogliati, suda, ansima e soffri ancora. La stanchezza dilaga. Mi pare di non farcela più. Fermati un attimo!… e mi crolla tutto addosso.

5 minuti, mi sdraio sull’erba, forse dormo qualche secondo o forse no, passa qualcuno e mi desto, gli sto dietro ma non ci riesco. Poi mangio, bevo, piscio, non capisco, mi gira la testa, seguo il percorso, è tutto confuso.

Vedo Umago, un passo alla volta ci arrivo!

Mi ritornano le forze, riprendo il mio bel passo di corsa, euforico, ma dura qualche ora. Di nuovo crisi, sono distrutto. A un ristoro alcuni si ritirano e salgono sul pulmino. Guardo per terra e tiro dritto: ma la mia coscienza voleva salire, buttarsi su un sedile e dormire.

Mancano ancora 30km. Via avanti, corri, un po’ cammina, poi corri.

Si vede il mare, Umago.

Giù per l’ultima discesa, ancora 13km di stradine, campi e argini tra terra rossa, prati verdi e ciliegi in fiore. Non finisce più, corri e ancora corri, sono ipnotizzato dal sole basso sull’orizzonte, dal ritmare dei miei passi e del mio respiro.

Mi pare di essere sospeso, di esser fermo, ma le mie gambe vanno veloci e il terreno scorre sotto i piedi, eppure è come fossi dentro una bolla.

Sento della musica, siamo vicini, gira, corri, ancora gira e d’un tratto due ali di folla che applaude: non conosco nessuno e nessuno mi conosce, eppure è festa. Ecco il traguardo, mi scappa una lacrimetta…. Stupendo, non mi sento stanco ma nemmeno ok.

Solo strano.

Tulle le emozioni del fine avventura arriveranno nelle ore e giorni a seguire. Grande Istria, grandi emozioni, grande viaggio.

Questo è il mio viaggiare, questo sono io.

Autore:

Guglielmo "cavallo pazzo" Noè